a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z

Santino Bussi

Stuccatore

nato il 28.08.1664


Bissone (Padre: Giovanni Francesco;
madre: Anna Maria Pusterla)
°° 1697 Rosina Visetti
morto il 21.02.1736
Vienna

Santino Bussi è stato uno stuccatore che ha lavorato in Austria e in Repubblica Ceca. Le sue fantasiose decorazioni, in forma di rilievi, sculture e ornamenti, si possono ammirare soprattutto nei palazzi nobiliari di Vienna e dintorni, ma anche in alcuni castelli dell'attuale Repubblica Ceca e in diverse chiese e conventi dell'Austria.

Non avendo nessun ritratto di Santino Bussi, si è inserito quello del principe Eugenio di Savoia (1663-1736), generale e diplomatico al servizio degli Asburgo, il quale, oltre ad essere coetaneo di Bussi, fu anche il suo più importante committente.

Ritratto del principe Eugenio di Savoia

Jakob van Schuppen,
Ritratto del principe
Eugenio di Savoia, 1718

Rijksmuseum Amsterdam (NL)

Questa fotografia del castello del Belvedere di Vienna ci dà un'idea delle opere di Bussi, realizzate in candido stucco: un mix di sculture a tutto tondo, rilievi sulle pareti e delicati motivi ornamentali a viticcio, che diventarono il suo segno di riconoscimento.

Castello del Belvedere, Vienna, stucchi di Santino Bussi

Castello del Belvedere, Vienna, stucchi di Santino Bussi, 1722-1723

Ma finora su questo versatile artista non è stata pubblicata né una monografia, né una ricerca più approfondita. La tesi di laurea di Jakob Werner risale ormai a più di 20 anni fa. Pertanto si è deciso di inserire su questo sito web un articolo più lungo rispetto alle altre biografie, per scoprire l'opera di Santino Bussi, visitando chiese e castelli famosi.

Origine e formazione
Scorrendo la bibliografia sul personaggio, si trovano indicate diverse date di nascita. Pertanto di seguito si riportano la riproduzione e la trascrizione dell'atto di battesimo, conservato nei registri parrocchiali di Bissone:

Atto di battesimo di Santino Bussi

Atto di battesimo di Santino Bussi

Nell'anno del Signore 1664 il giorno 28 agosto sono nati due figli, un maschio e una femmina, dai coniugi Francesco Bussi e Anna Maria Pusterla di Bissone. A causa di grave pericolo di morte Lucia Maderno ha battezzato a casa entrambi i bambini. Il giorno dopo sono stati portati nella chiesa di San Carpoforo di Bissone, dove io, parroco Flaminio Comanedus, con il consueto rituale ho battezzato il bambino con il nome di Santo. Padrino e madrina sono stati rispettivamente Giovanni Pietro Tencalla e Constantia Caratti, entrambi di Bissone. Alla bambina è stato dato il nome di Lucrezia Fiorenza Maria. Padrino e madrina sono stati rispettivamente Paolo Caratti di Bissone e Lucia Bussi di Gandria.

Non sarebbe stato senza conseguenze per la futura carriera del piccolo Santo, il fatto che il suo padrino fosse proprio l'architetto Giovanni Pietro Tencalla, attivo in Austria e Repubblica Ceca. A differenza di suo padre, il pittore Giovanni Francesco Bussi, Santino era più incline alla scultura, e quindi fece l'apprendistato da stuccatore. In effetti, coloro che si specializzavano in questo ambito dopo la guerra dei Trent'Anni (1618-1648) trovavano lavoro facilmente, in particolare nelle regioni cattoliche a nord delle Alpi: in Germania meridionale, Austria, Repubblica Ceca e Polonia.

Santino è citato per la prima volta nel 1690 a Praga per lavori in palazzo Černín, che era stato appena costruito dall'architetto Francesco Caratti di Bissone. Durante il soggiorno praghese ebbe la notizia dell'improvvisa morte del fratello maggiore, Carlo Antonio, sposato con la figlia del pittore Carpoforo Tencalla. Successivamente ritroviamo Santino a Valtice in Repubblica Ceca, dove il padre del principe Giovanni Adamo del Liechtenstein faceva ricostruire il castello di famiglia. E guarda caso gli architetti che seguivano il cantiere erano Giovanni Pietro Tencalla e suo zio Giovanni Giacomo Tencalla!

Gli stucchi realizzati da Santino, che purtroppo non si sono conservati, piacquero evidentemente al principe, visto che nel 1695 lo portò con sé a Vienna, dove aveva appena acquistato un palazzo ancora in costruzione. Anche Bussi fu investito dal boom edilizio esploso dopo la vittoria sui Turchi nel 1683, che favoriva soprattutto gli artisti di formazione italiana, noti per il buon gusto d'invenzione.

Lavori a Vienna e dintorni
Il primo incarico affidato a Santino Bussi fu quindi la decorazione del cosiddetto palazzo di città Liechtenstein, che sorge vicino al Burgtheater.

Palazzo di città Liechtenstein
L'edificio era stato originariamente progettato per il conte Dominik Andreas Kaunitz dagli architetti originari dei Grigioni Enrico Zuccalli e Antonio Riva, che il conte aveva conosciuto durante il suo soggiorno alla corte di Monaco di Baviera in veste di ambasciatore imperiale. Nel 1694, quando il committente si ritrovò senza soldi, il principe Giovanni Adamo del Liechtenstein acquistò la costruzione al grezzo e nominò il nipote di Zuccalli Gabriel de Gabrieli direttore dei lavori.

Palazzo di città Liechtenstein, Vienna, 1695-1705

Palazzo di città Liechtenstein, Vienna, costruito da Domenico Martinelli e Gabriel de Gabrieli, 1695-1705
Acquerello di Franz Xaver Schleich, 1903

Dal 1695 al 1704 Santino Bussi fu responsabile della sistemazione degli interni, occupandosi della decorazione degli ambienti di rappresentanza del primo e del secondo piano. Ma a diventare famoso fu soprattutto il sontuoso scalone, che si estende su tre piani, lasciando sbigottiti i visitatori per la profusione dei rilievi e delle figure in candido stucco.

Santino Bussi, Prunkstiege im Stadtpalais Liechtenstein, Wien, 1699-1704

Santino Bussi,
Scalone del palazzo
di città Liechtenstein,
Vienna, 1699-1704

© LIECHTENSTEIN.
The Princely Collections,
Vaduz-Wien

Molto apprezzate furono le raffigurazioni del mito dell'eroe greco Ercole, in particolare le scene di lotta contro il centauro Nesso, il gigante Anteo, il leone di Nemea e contro l'Idra di Lerna. Inoltre, trovano spazio anche raffigurazioni dell'Iliade di Omero, per esempio Enea che salva suo padre dalla città di Troia in fiamme.

Le foto panoramiche del seguente link fanno apprezzare pienamente la versatile arte di Bussi, in particolare le immagini contrassegnate dalle seguenti didascalie: Prunktreppe EG, Prunktreppe 1 OG, Prunktreppe 2 OG, Südgang 1 OG.

Il palazzo di città è stato riaperto al pubblico nel 2013, dopo lunghi e costosi lavori di restauro e vi si possono ammirare le sfarzose sale di rappresentanza e una parte della collezione principesca.

Gartenpalais Liechtenstein
Il principe Giovanni Adamo del Liechtenstein (1657-1712) non era solo un grande mecenate, ma anche un genio della finanza, riuscendo senza difficoltà a farsi costruire contemporaneamente due palazzi. Inoltre, fu così lungimirante da entrare in possesso poco prima della sua morte dei territori dell'attuale principato del Liechtenstein, acquisendo il titolo di principe del regno con capitale Vaduz, che diventò la residenza delle future generazioni del suo casato.

Fürst Johann Adam Andreas von Liechtenstein

Principe Giovanni Adamo Andrea
del Liechtenstein,
Ritratto di Peter van Roy,
1707

© LIECHTENSTEIN.
The Princely Collections,
Vaduz-Wien

A partire dal 1688 gli architetti Domenico Egidio Rossi e Domenico Martinelli fornirono i progetti del Gartenpalais (palazzo giardino), i cui lavori di costruzione e di allestimento si protrassero fino al 1706.

Gartenpalais Liechtenstein in Wien

Gartenpalais Liechtenstein a Vienna, dipinto di Canaletto, 1759/60
© LIECHTENSTEIN. The Princely Collections, Vaduz-Wien

Santino Bussi ottenne inizialmente l'incarico di decorare il vestibolo al piano terra.

 Eingangshalle zum Gartenpalais Liechtenstein

Santino Bussi,
stucchi della loggia di ingresso
del Gartenpalais Liechtenstein,
1704-1705;
affreschi di Johann Michael Rottmayr

Foto: © Palais Liechtenstein
GmbH/Fotomanufaktur Grünwald

Il compenso ammontò a 1'000 fiorini e venti barili di vino.
Negli anni 1706-1708 i lavori andarono avanti con la realizzazione degli stucchi lungo le due scalinate e nelle sale del primo piano: Sala dei marmi, Sala di Ercole, ambienti di rappresentanza e residenziali. Oggi in questi vani si espone la collezione d'arte Vaduz che comprende, tra l'altro, il famoso ciclo dedicato a Decio Mure di Peter Paul Rubens.
Bussi e la sua squadra furono ricompensati in maniera davvero principesca: 2'200 fiorini e altri 20 barili di vino. (Nel XVIII secolo un fiorino corrispondeva a circa 45 euro di oggi e un barile di vino a 56 litri).

Un tema ricorrente nei rilievi sono, ancora una volta, le Fatiche di Ercole, soggetto che si prestava al confronto con il padrone di casa e, quindi, alla sua celebrazione. Eccone un esempio:

Rilievo sulla volta della Sala Terrena del Gartenpalais Liechtenstein

Santino Bussi,
Ercole sconfigge un centauro,
rilievo sulla volta della Sala Terrena
del Gartenpalais Liechtenstein
Vienna

Foto: © LIECHTENSTEIN.
The Princely Collections,
Vaduz-Wien

Anche per il Gartenpalais ci sono foto panoramiche (v. Sala Terrena Ehrenhof, Sala Terrena Garten), che consentono l'osservazione ravvicinata a 360°delle fantasiose e delicate decorazioni di Santino Bussi.

Palazzo d'inverno del principe Eugenio (Winterpalais)
Nello stesso periodo in cui si costruivano i due palazzi Liechtenstein, Santino Bussi lavorò anche per il principe Eugenio di Savoia. Quest'ultimo aveva acquistato dal 1694 dei lotti di terreno e delle case non lontano dall'Hofburg di Vienna e nel 1696 incaricò l'architetto Johann Bernhard Fischer von Erlach di presentare dei progetti per una residenza di città, dove avrebbe soggiornato nei mesi invernali. L'edificio fu realizzato tra il 1697 e il 1707 sotto la direzione di Andrea Simone Garove di Bissone.

Winterpalais des Prinzen Eugen

Palazzo d'inverno del principe Eugenio,
Vienna, costruito negli anni 1697-1707
su progetto di
Johann Bernhard Fischer von Erlach
e più tardi ampliato
da Lukas von Hildebrandt

Santino Bussi vi lavorò tra il 1698 e il 1701. Realizzò rilievi sulle pareti e sulle volte, che nella maggior parte dei casi raffigurano le Fatiche di Ercole.

Rilievi con motivi guerreschi nel palazzo d'inverno del principe Eugenio a Vienna,

Santino Bussi,
Rilievi con motivi guerreschi
e statua di Tritone
di Giovanni Giuliani,
palazzo d'inverno del principe Eugenio
a Vienna, 1700 ca.

Anche lo scalone con le sculture di Giovanni Giuliani e gli stucchi di Santino Bussi è dedicato allo stesso eroe greco. L'opera suscitò grande ammirazione perché per la prima volta nell'architettura viennese lo scalone di un palazzo non era sorretto da colonne, ma da atlanti.

Scalone del palazzo d'inverno del principe Eugenio a Vienna

Scalone del palazzo d'inverno del principe Eugenio a Vienna, sculture di Giovanni Giuliani,
stucchi di Santino Bussi, 1698-1701

Al centro della scala è posta una nicchia con la statua di Ercole, sormontata da un medaglione con il ritratto del principe Eugenio di Savoia: non più solo un'allusione, ma un chiaro messaggio per tutti i visitatori!

All'ingresso del salone, successivamente murato, Bussi pose quattro atlanti con caratteristiche teste di Fauno.

Atlanti nel palazzo d'inverno del Principe Eugenio a Vienna,

Santino Bussi, Atlanti nel palazzo d'inverno del Principe Eugenio a Vienna, 1700 ca.
La decorazione a rocaille a destra risale al periodo dell'imperatrice Maria Teresa (reg. 1740-1780)

Dal 1848 il palazzo è diventato la sede del Ministero delle Finanze. Tra il 2007 e il 2013 è stato completamente restaurato ed oggi assieme al castello del Belvedere viene utilizzato per esposizioni.

Belvedere Superiore e Inferiore
Come il principe Liechtenstein, anche il principe Eugenio volle farsi costruire un Gartenpalais: cioè un complesso in cui il ruolo del giardino è predominante rispetto a quello del palazzo. Nel 1714 incaricò l'architetto Lukas von Hildebrandt di redigere il progetto, esprimendo un desiderio: la struttura doveva essere caratterizzata da due parti con un edificio inferiore in mezzo al verde per la sua vita privata, ed uno superiore per il ricevimento ufficiale degli ospiti e per le feste. Così nacquero i più bei giardini barocchi nel cuore di Vienna, che oggi fanno parte del Patrimonio UNESCO.

Belvedere Superiore ed Inferiore,

Belvedere Superiore ed Inferiore, a destra il Kammergarten, la limonaia e la scuderia, a sinistra il convento salesiano
Foto: © A. Havlicek; Fonte: austria-forum.org

Nel Belvedere Inferiore, terminato nel 1716, Santino Bussi diede forma ad incantevoli ornamenti e rilievi in candido stucco, ispirandosi alle incisioni del decoratore francese Jean Bérain (1640-1711).

Stucco sulla volta Apoteosi di Apollo, nella Galleria dei Marmi, Belvedere Inferiore

Santino Bussi,
stucco sulla volta Apoteosi di Apollo,
nella Galleria dei Marmi,
Belvedere Inferiore, Vienna,
1716-1717

In questi ambienti due Asburgo celebrarono i loro matrimoni, che furono di importanza storica: nel 1770 Maria Antonietta con il Delfino e futuro re di Francia, Luigi XVI, e nel 1809 la principessa Maria Luisa d'Austria sposò l'imperatore Napoleone Bonaparte.

Con le foto panoramiche si possono osservare più da vicino gli stucchi sulle pareti e sulle volte della Galleria e della Sala dei Marmi (v. Marmorsaal e Marmorgalerie):

Il Belvedere superiore fu costruito un paio d'anni dopo.

Belvedere superiore a Vienna

Belvedere superiore a Vienna, costruito da Lukas von Hildebrandt, 1720-1726

In questo edificio Santino Bussi ha lasciato tracce ancora più evidenti. Tra il 1722 e il 1733 modellò le decorazioni della Sala Terrena, dell'atrio con lo scalone, degli ambienti del piano superiore e della cappella.

Per una visione d'insieme del cosiddetto scalone cerimoniale si può ammirare un acquerello del 1883 ca., conservato al Museo dell'Albertina di Vienna.

Stucchi dello scalone nel Belvedere Superiore, Vienna

Santino Bussi, stucchi dello scalone cerimoniale del Belvedere superiore,
Vienna, 1722-1723
Acquerello di Rudolf von Alt (1812–1905)

Questa volta il soggetto dei rilievi non è Ercole, ma un altro famoso eroe, il generale Alessandro Magno. Anche il principe Eugenio era considerato un grande generale, avendo scacciato i turchi dall'impero asburgico.

Rilievo dello scalone nel Belvedere superiore a Vienna

Santino Bussi, Alessandro Magno e il re Poro, rilievo dello scalone nel Belvedere superiore a Vienna, 1722-1723

Nella battaglia dell'Idaspe 326 a.Chr. Alessandro si dimostrò anche un vincitore magnanimo, graziando il re indiano Poro e nominandolo suo governatore.

Anche queste opere di Bussi si possono ammirare con le foto panoramiche, cliccando su Sala terrena e Schlosskapelle (cappella del castello).

Nel Belvedere Superiore fu firmato il 15 maggio 1955 il Trattato di Stato austriaco che stabiliva il ripristino di un'Austria indipendente e democratica dopo la seconda guerra mondiale.

Castello di Hof, Bassa Austria
Lo stesso gruppo di artisti che aveva lavorato nei castelli del Belvedere, si ritrovò anche nel castello di Hof, non lontano da Bratislava (SK), l'antica Presburgo, residenza del Regno di Ungheria, in cui si tenevano le cerimonie di incoronazione.

Castello di Hof, Bassa Austria, costruito da Lukas von Hildebrandt

Castello di Hof, Bassa Austria, costruito da Lukas von Hildebrandt, 1726-1732
Olio su tela di Canaletto, 1758/61,
Kunsthistorisches Museum di Vienna

Non lontano dalle praterie ricche di selvaggina che costeggiano il Danubio vi era un antico castello di caccia, che il principe Eugenio fece trasformare in un complesso, chiamato modestamente Maison de campagne. In realtà, l'architetto Lukas von Hildebrandt realizzò un'opera d'arte totale, fondendo architettura e natura. Il castello di Hof era ed è tuttora considerato uno dei più importanti complessi paesaggistici del periodo barocco in Europa. Era soprannominato anche il Sanssouci ungherese. La progettazione dei giardini fu affidata all'allievo del celebre architetto paesaggista francese André Le Nôtre, Dominique Girard, che aveva già collaborato nel Belvedere. Durante il periodo di costruzione dal 1726 al 1732 furono impegnati saltuariamente 800 artigiani e operai, perlopiù veterani di guerra dell'esercito del principe.

Tra il 1729 e il 1731 sotto la direzione di Santino Bussi si effettuarono i lavori di stucco nei vari ambienti del castello. Tra i suoi collaboratori vi era lo stuccatore Alberto Camesina di San Vittore del Canton Grigioni.

 Sala terrena im Schloß Hof (A)

Santino Bussi,
Sala terrena del castello di Hof (A),
1729-1731

Purtroppo il principe Eugenio, che morì nel 1736, raramente soggiornò in questo castello. Dal 1898 il complesso fu utilizzato per scopi militari e solo nel 1986, in occasione del 250° anniversario della morte del fondatore, è stato riportato allo splendore originario. Anche il famoso giardino barocco con le sue sette terrazze a partire dal 2004 è stato nuovamente allestito in base agli antichi progetti.

Lavori nelle chiese e nei conventi dell'Austria
Negli anni 1720-1730 Santino lavorò in diverse chiese, tra cui per esempio nell'abbazia di Melk, che dall'alto di una rupe troneggia sul Danubio.

Abbazia di Melk, Bassa Austria

Abbazia di Melk,
Bassa Austria,
realizzata negli anni 1702-1746

Nella chiesa riccamente decorata Santino Bussi pose medaglioni in stucco dorato con scene del Nuovo Testamento.

Santino Bussi, chiesa abbaziale di Melk, 1725

Santino Bussi,
Sepoltura di Giovanni
Battista decapitato,

chiesa abbaziale di Melk, 1725

Santino Bussi, Strage degli innocenti a Betlemme

Santino Bussi,
Strage degli innocenti
a Betlemme

chiesa abbaziale di Melk, 1725

Il re Erode dà l'ordine di uccidere tutti i neonati. Un soldato chiuso nella sua armatura sembra scagliarsi fuori dal rilievo brandendo in alto il pugnale per compiere il delitto crudele.

L'abbazia di Melk è considerata una perla del Barocco ed è inclusa tra i patrimoni dell'umanità nella lista UNESCO. Ad accrescerne il richiamo internazionale ha contribuito, inoltre, Adso da Melk, uno dei protagonisti del romanzo Il nome della rosa di Umberto Eco, che ne ha ambientato l'inizio e la fine proprio in questa abbazia.

Nella valle austriaca di Wachau vi è un'altra chiesa che conserva opere di Santino Bussi: l'abbazia di Dürnstein, un altro complesso nella lista UNESCO. Nel contratto si specificava che sulle volte della navata non sarebbero stati realizzati affreschi, come di consueto, ma soltanto candide decorazioni in stucco con scene della vita di Cristo.

Decorazioni sulla volta della navata e figure in stucco nella chiesa abbaziale di Dürnstein (A)

Santino Bussi, Decorazioni sulla volta della navata e figure in stucco nella chiesa abbaziale di Dürnstein (A), 1723-24

Intorno al 1730 Santino lavorò nell'abbazia di Klosterneuburg e nella chiesa di S. Pietro (Peterskirche) a Vienna, di cui qui vediamo una delle due statue in stucco lustro a grandezza naturale, che ornano l'altare maggiore: l'imperatore Costantino il Grande (ca. 272 - 337) e l'imperatore Carlo Magno (ca. 747 - 814).

Statue Kaiser Konstantins des Großen von Santino Bussi

Santino Bussi,
Statua dell'imperatore
Costantino il Grande,
altare maggiore
della chiesa di S. Pietro
a Vienna, ca. 1730

Nel 324 d.C. l'imperatore romano Costantino aveva fatto costruire a Roma sulla presunta tomba dell'apostolo Pietro una basilica, che più tardi sarà sostituita dall'attuale Basilica di S. Pietro in Vaticano. Nell'edificio originario, il cosiddetto vecchio S. Pietro, ebbe luogo l'incoronazione dell'imperatore Carlo Magno il giorno di Natale dell'800 d.C.

Lavori in Repubblica Ceca
Infine, facciamo ancora un salto in Boemia e in Moravia, nell'attuale Repubblica Ceca, dove troviamo Santino al lavoro in due famosi castelli.

Castello di Slavkov (Austerlitz)
In risposta alla cosiddetta Terza defenestrazione di Praga del 1618, quando la popolazione boema di religione protestante si era ribellata alla dominazione asburgica (cattolica), innescando la guerra dei Trent'anni, i proprietari terrieri protestanti furono cacciati e i loro possedimenti incamerati da famiglie cattoliche fedeli all'imperatore. Arricchitesi improvvisamente, queste famiglie erano quindi ansiose di ostentare la posizione raggiunta attraverso grandiose costruzioni. Tra queste, spiccano i conti di Kaunitz, che fecero decorare la loro residenza, il castello di Slavkov nei pressi di Austerlitz, dai migliori artisti di Vienna.

Castello di Slavkov (Austerlitz), (CZ)

Castello di Slavkov (Austerlitz), costruito da Domenico Martinelli a partire dal 1696, con stucchi di Santino Bussi, affreschi di Andrea Lanzani e, nel giardino, statue di Giovanni Giuliani, 1701-1704

In una delle 115 stanze, nella Sala storica, il 6 dicembre 1805 fu firmato l'armistizio dopo la battaglia dei tre imperatori ad Austerlitz, tra il vittorioso imperatore francese Napoleone, l'imperatore austriaco Francesco II e lo zar di Russia Alessandro I. Si dice che Napoleone abbia pernottato nella camera da letto della principessa di Kaunitz.

Castello di Slavkov (Austerlitz), stucchi di Santino Bussi

Castello di Slavkov (Austerlitz),
camera da letto
della principessa di Kaunitz
con stucchi di Santino Bussi
e affreschi di
Andrea Lanzani, 1701-1704

Palazzo Clam-Gallas, Praga
Dieci anni dopo Santino Bussi ritornò nella Repubblica Ceca, questa volta a Praga, dove il conte Johann Wenzel von Gallas, maresciallo supremo di Boemia e vicerè di Napoli, si faceva costruire un sontuoso palazzo.

Conte Johann Wenzel von Gallas (1669-1719)

Conte
Johann Wenzel von Gallas (1669-1719),
incisione da un dipinto
di Sir Godfrey Kneller,
1707 ca.

Palais Clam-Gallas, Praga

Palais Clam-Gallas,
Praga,
progettato nel 1707
da Johann Bernhard Fischer
von Erlach

A dirigere i lavori fu l'architetto Giovanni Domenico Canevale di Lanzo d'Intelvi (I). Bussi e i suoi collaboratori, tra cui Rocco Bulla di Muggio, decorarono tra il 1715 e il 1719 lo scalone, mentre Carlo Innocenzo Carlone di Scaria (paesino vicino a quello di Canevale), realizzò nel 1757 l'affresco della volta, Apollo sul carro del sole
(v. la sua biografia su questo sito web).

scalone nel palazzo Clam-Gallas

Santino Bussi, scalone nel palazzo Clam-Gallas, Praga, 1715-1719

Oggi il palazzo è di proprietà comunale ed ospita l'Archivio della città. Il salone viene di nuovo utilizzato per eventi culturali come nel XVIII secolo, quando vi si tenevano splendidi balli e concerti, a cui parteciparono anche Mozart e Beethoven.

Famiglia e successori
Alcune informazioni sulla vita privata e professionale di Bussi ce le fornisce la breve biografia redatta da Vincenzo Fanti, figlio del pittore bolognese Gaetano Fanti residente a Vienna, con cui Santino aveva collaborato in diversi cantieri.

Santino aveva diversi fratelli e sorelle, tra cui Carlo Antonio che diventò pittore
(v. albero genealogico della famiglia Bussi).

Furono i primi lavori per il principe del Liechtenstein, che aprirono a Bussi una brillante carriera. Era così richiesto dai nobili della corte imperiale e dall'alto clero che, grazie alla sua grande bottega, riusciva a lavorare in più cantieri contemporaneamente. Alcuni committenti, come per esempio l'arcivescovo di Salisburgo, Franz Anton principe di Harrach, si lamentavano delle tariffe troppo alte richieste da Bussi per le sue opere. I contributi fiscali della sua bottega scesero solo poco prima della sua morte. Durante la sua vita Bussi accumulò una grande fortuna, ma fu anche molto generoso.

Dalla moglie Rosina Visetti, molto più giovane di lui, ebbe sette figli, tra cui cinque maschi. La figlia maggiore, Eleonora Ursula, sposò nel 1724 Antonio Galli Bibiena, architetto teatrale e scenografo.

La lista della cerchia di amici attorno a Santino Bussi si legge come un Who is Who dell'elite artistica viennese di quegli anni. Dai registri di battesimo, matrimonio e morte ne ricaviamo i nomi: l'architetto Giovanni Pietro Tencalla (padrino di Santino), Giovanni Battista Maderno, ingegnere ed architetto del conte di Czernin, gli architetti Donato Felice d'Allio e Paolo d'Allio, i pittori Carlo Innocenzo Carlone e Gaetano Giovanni e Gaetano Fanti, lo scultore Lorenzo Mattielli, l'architetto Francesco Martinelli, lo stuccatore di corte Giorgio Piazzoli e molti altri ancora.

Santino Bussi morì il 21 febbraio 1736 – nello stesso anno del principe Eugenio – di Hectica (tubercolosi o febbre cronica). Sua moglie Rosina lo seguì un anno dopo. Nessuno dei suoi figli portò avanti la bottega.

Anche se la maestria di Santino Bussi non si ritrova nei suoi successori, il suo stile sopravvisse comunque fino al XIX secolo. Considerato tipicamente viennese, fu nuovamente ripreso tra il 1850 e il 1920 dagli architetti ed artisti del cosiddetto Storicismo, per esempio nella Neue Hofburg di Vienna, nel castello di Herrenchiemsee in Baviera o nel teatro dell'Opera di Parigi.

Bibliografia:

Links


© E. Mitterhuber e U. Stevens 2014 / 2018

Traduzione dal tedesco di M. F. Nicoletti

foot